Il Sassopiatto

Ancora un balcone dolomitico
Nelle prime luci del mattino, da solo sul sentiero Friederich August, con gli orizzonti che si vanno tingendo di rosso, le incombenti pareti si risvegliano dalla notte e prendono tonalità incredibili, i fischi delle marmotte, e poi il lungo piano inclinato fino alla vetta dove gli orizzonti si aprono tutto intorno. Bellissima giornata.


Escursione di buon mattino con avvio dal Passo Sella per poter anzitutto ammirare i primi bagliori di luce proiettarsi sulle slanciate pareti del Sassolungo e con l’obiettivo che avevo di percorrere il bel sentiero Friederich August in solitudine. Queste montagne certo sono bellissime e giustamente le si è volute rendere un pò per tutti grazie ai molti impianti che portano in alta quota, ma ogni tanto riemerge forte il desiderio di tornare a camminare più in sintonia con gli ambienti che si attraversano concentrati a coglierne ogni espressione, ed allora in questa stagione particolarmente affollata non rimane altro che avviarsi che è ancora buio per presentarsi al cospetto delle montagne quando inizierà a fare giorno. Lasciata l’auto oltre il valico di Passo Sella inizio a salire lentamente in attesa che il sole sorga; lambisco le tante strutture turistiche che popolano i lati della strada e la stazione di valle della cabinovia che sale al Rifugio Demetz il tutto immerso nel silenzio più profondo: gli impianti di risalita emergono immobili dal buio e solo tra poche ore ripartirà il carosello di funivie, seggiovie e telecabine che in breve porteranno in quota una moltitudine di persone per una pacifica invasione di prati e sentieri. Anche se non si riesce a vederle per la luce ancora scarsa, riecheggia sempre più frequente il fischio caratteristico delle marmotte che sembra quasi si chiamino per salutare il nuovo giorno; si avanza così lungo tracce nei prati che salgono al Rifugio Friederich August dove ha inizio l’omonimo sentiero che con un lungo e piacevole cammino condurrrà sino alla base del Sassopiatto. Nel frattempo qualche primo lampo di luce accende le cime frastagliate del Sassolungo e delle Cinque Dita mentre più lontano anche la Marmolada si tinge di rosa e, come dice un mio amico montanaro, già questo spettacolo da solo vale la levataccia!! Giunto al rifugio ancora avvolto nel cono d’ombra proiettato dalla montagna mi accolgono alcuni Yak (ebbene si, ne hanno un allevamento) con alcuni piccoli che, sarà forse per la tranquillità del momento essendoci solamente io, vincono l’innata timidezza e si lasciano avvicinare per qualche fotografia. Dopo questo che sarà l’unico incontro con esseri viventi fino al ritorno dalla cima del Sassopiatto, mi avvio lungo il comodo e panoramico sentiero fermandomi di quando in quando per ammirare i panorami; il percorso si svolge quasi sempre in piano a parte il superamento di un dosso pronunciato dove alcuni scaloni in legno sono comunque d’ausilio a chi non ha molta familiarità con terreni ripidi e sdrucciolevoli. Si lambisce il Rifugio Pertini situato in una piccola conca su cui incombono pareti altissime e si prosegue, sempre su comoda traccia fino ad avvistare il Rifugio Sassopiatto da cui inizia il sentiero verso la vetta obiettivo dell’escursione. La via “normale” attraversa l’imponente piano inclinato che occupa l’intero versante occidentale della montagna lungo tracce abbastanza agevoli e su pendenza costante; si avanza guidati da numerosi segnavia che risultano utili nella parte finale della salita dove non c’è una vera e propria traccia ma si sale direttamente su un costone roccioso sino a sbucare sotto la grande croce di vetta. Giunti in cima la vista si apre sulla grandiosità dell’anfiteatro di forme ardite che caratterizza questo gruppo montuoso, avendo di fronte l’imponente linea di cresta del Sassolungo e di seguito le Cinque Dita ed il Sasso Levante, tutte che precipitano verticali nel profondo vallone che scende dalla Sella del Sassopiatto. Silenzio, solitudine e nebbie che andavano e venivano hanno reso magica la lunga permanenza seduto in vetta e non senza malincuore ho dovuto decidere di prendere la via del ritorno che nel frattempo iniziava a pullulare dei tanti escursionisti impegnati nella salita.