.. e torna il sereno (Intermesoli, mt 2635 – 9 giugno 2012)
La mia prima escursione con … quelli di Aria Sottile

 

Doriano e Marina mi invitano all’escursione alla cima Intermesoli al Gran Sasso per sabato 9 giugno. Accetto molto volentieri perché non ci sono mai stata e perché mi piace stare con vecchi e nuovi amici; sono piena di entusiasmo, “A che ora partiamo?!”, serafici mi rispondono “Alle 7.30 zaini in spalla a Campo Imperatore”, “Urca – penso – questi di Aria Sottile so’ matti!” ma, essendo ospite, non dico nulla e metto la sveglia alle 5.
Le previsioni del tempo sono incerte fino alla fine, ma gli appassionati non si fanno fermare dal meteo capriccioso e all’ora prevista (con solo 10 minuti di ritardo dovuti alla pausa risveglio-caffè) ci troviamo davanti all’albergo di Campo Imperatore (2130 mt): siamo io, Doriano, Marina e Tommaso (che si è svegliato molto prima di noi ed ovviamente è puntuale!).
Ci prepariamo e alle 8.15 partiamo.
Superiamo l’Osservatorio e prendiamo l’evidente sentiero a sinistra che attraversa il lato meridionale della Portella. Dopo aver aggirato alcuni costoni risaliamo fino al Passo della Portella (2260 mt). Giunti al Passo continuiamo in cresta verso sinistra fino a quota 2326 mt, da qui scendiamo per una pista scomoda di breccia e ghiaia che si dirige a Campo Pericoli (sentiero n°1V). Consiglio di fermarsi alla sella precedente, segnalata da un ometto in pietra, e prendere la traccia che scende con una diagonale più dolce sempre a Campo Pericoli (noi l’abbiamo fatta per tornare).
Da Campo Pericoli - dopo una breve pausa per un po’ d’acqua e uno snack - riprendiamo il sentiero che costeggia il fianco di Pizzo Cefalone fino all’omonima sella 2320 mt (segni gialli e rossi); da qui seguiamo la linea di cresta fino alla sella dei Grilli (2220 mt).
Fin qui tutto regolare, un  po’ di vento e un po’ di nuvole non minacciose intorno a noi.
Iniziamo la salita dell’Intermesoli su una traccia di sentiero ghiaiosa per niente banale.
Sentiamo qualche goccia, indossiamo i nostri gusci e continuiamo fiduciosi verso la vetta (nessuno è disposto a farsi fermare da due gocce di pioggia!). Tutta la salita è indicata da bolli gialli e rossi un po’ sbiaditi, bisogna sfruttare le numerose tracce di sentiero cercando di scegliersi la via migliore.
Finita la ghiaia, inizia la parte finale della salita con passaggi su roccia di primo grado, un po’ sporchi e con massi che si muovono; bisogna prestare attenzione a chi sta sotto. Passiamo un canalino finale e poi il sentiero diventa più agevole fino alla Madonnina.
Alle 11.40 siamo in vetta all’Intermesoli (2635 mt): giusto il tempo di qualche foto, di un abbraccio di soddisfazione e di un bellissimo sguardo a 360° sul panorama del gruppo del Gran Sasso (Due Corni, Monte Corvo, Pizzo Cefalone e Lago di Campotosto); il vento è aumentato e stare in vetta non è per niente piacevole. Ridiscendiamo velocemente (scegliamo una linea parallela a quella di salita; si apre tra le rocce della corona e si intuisce facilmente dalla vetta guardando a destra del sentiero di salita, nessun passaggio difficile e solo ghiaione) fino alla sella dei Grilli dove la pioggerella ci dà tregua per un panino. Riprendiamo la stessa via del ritorno ed oltre al vento inizia a piovere forte, in 10 minuti le gocce diventano proiettili: ci guardiamo, alziamo le spalle e sorridiamo oramai rassegnati a camminare sotto la pioggia fino alla macchina. Scendiamo verso Campo Pericoli e, come solo la montagna ti sa stupire, torna il sereno e un sole caldo si affaccia ad asciugarci.
Alle 15.30 siamo alle macchine.

L’escursione è di soddisfazione, sia per il dislivello che per la varietà del percorso e, non da ultimo, per il panorama che si ammira in vetta.

Difficoltà: E (media difficoltà)
Dislivello +/- 1100 mt
Durata: 7 ore

… la stessa giornata vista da Tommaso…

...dove la realta' supera la fantasia.
Un lunghissimo inverno ci ha diviso da un arrivederci ad un bentornati, ma eccoci di nuovo qui, adesso toccava di nuovo a noi.
Le tante incertezze meteo che non garantivano affatto una buona giornata per un grande trekking hanno provocato annullamenti e defezioni della maggior parte dei componenti del mitico gruppo. Persino Doriano, in dubbio sulla mia partecipazione alla spedizione, ha deciso di contattarmi telefonicamente il giorno prima dove lo rassicuravo sulla mia presenza.
“Le montagne son sempre li”, si dice così,no? Son li che ci aspettano, ma io no, io non ce la faccio proprio piu' ad aspettare, e' ora di ridisegnare il futuro. Allora tutto ok, che Intermesoli sia!  
Appuntamento a Campo Imperatore alle 07:30, io arrivo una mezz'oretta prima degli altri, lo faccio sempre, per godermi quel silenzio e quell'aria che troppo saltuariamente respiro.
Avevo programmato anche di dormirci li, nel piazzale dell'albergo, poi l'indomani mattina avrei deciso sul da farsi, se farmi un'altra passeggiata, magari piu' semplice, o ripartire per casa. Mi ero portato tanta di quella roba da mangiare da poter fare concorrenza ad paio di paninari che stazionavano proprio li, e chi mi conosce lo sa, sul cibo non scherzo per niente. Una passeggiata verso l'osservatorio, un affaccio su Assergi, un giro nei pressi dell'albergo ed ecco che arrivano gli altri. Scendono in tre dall'auto, riconosco da lontano Doriano e presumo ci sia Marina con lui, era una presenza confermata anche la sua, con loro c'era Giulia, ottima compagna d'avventura, grande divoratrice di carote e di sentieri. Bene, a questo punto dovevamo decidere quale sarebbe stata la vetta della giornata, e già, perché la proposta d'uscita aveva come obiettivo il Pizzo d'Intermesoli ma proprio come ho detto prima le previsioni meteo avevano il coltello dalla parte del manico . Pensavo che Doriano avesse ormai deciso per il Cefalone e dintorni ma a quel punto viene fuori Marina: “forse non ci siamo capiti, si va sull'Intermesoli”, grande Marina, vado matto per le persone decise.
Si parte. Ci guardiamo intorno, descriviamo gli orizzonti e i contorni che abbiamo davanti, più che ricordarci i sentieri, che tutti direttamente o indirettamente conosciamo a memoria, che altro; era un modo per immergerci più velocemente nella montagna. Mi piacciono questi momenti, raccontare degli umori, degli stati d'animo. Una cosa e' certa: eravamo stracontenti di essere lì, di esserci finalmente ritrovati.
Tutte queste sensazioni venivano amplificate alla vista del Cefalone, quando ti appare davanti dopo aver tagliato a mezza costa il Portella, e poi ancora di più dopo quella sella lassù, a destra, la porta del paradiso; c'e' tutto il meglio che il Gran Sasso possa offrire, sembra un sogno, e' la mia prima volta su questo versante. Ci buttiamo giù per Campo Pericoli, gli animi si erano scaldati e si rideva e si sparavano cavolate, la montagna fa magie si sa, e si e' capaci di tornare bambini. Il cielo si scuriva sempre più, che dite ragazzi la prendiamo un pò di pioggia? Davanti a noi imponente l'Intermesoli, suggestione totale, cielo sempre piu' scuro, qualche goccia, nessun indugio, si punta verso il suo temuto ghiaione. Attraversando macchie di neve ormai stanche, arrampicando su pietre e ciuffi d'erba, la fantastica cresta tra il Cefalone e la Sella dei Grilli,  noi ed il vento, tanto vento, a Giulia non piaceva affatto, ma lui tirava forte lo stesso. Determinati piu' che mai cominciamo a risalire il fianco della montagna; Giulia guida la cordata, secondo io, a seguire Marina e Doriano, il sentiero non si scopre più di tanto, un pezzo per volta, davanti a noi una barriera di bastioni rocciosi di guardia alla madonnina di vetta. Arriva la roccia, si comincia ad arrampicare, passo io davanti, i bolli giallo-rossi ci indicano qual'è la strada, I e II grado e tanto vento. Siamo tutti fuori dal tratto piu' difficile, crampi allo stomaco per me, il fisico cominciava a pescare dalle riserve, sosta mangereccia obbligatoria. Si respirava aria di vetta, sapevamo che era lì, ripartono tutti e tre, io per ultimo raggiungo la vetta, anche stavolta che pensavo ci avrebbe pensato Marina a rallentare un po' Doriano. Non riuscivo a realizzare di essere sull'Intermesoli, un vento oserei dire pazzesco ci ha costretti sulla via del ritorno dopo appena cinque minuti; a malapena qualche foto di rito ma giusto in  tempo per ammirare la fantastica cresta che porta alla vetta settentrionale, proibitiva da farsi oggi ma ci si tornerà, eccome se ci si tornerà.
Mi è mancata la classica mezz'ora in vetta, quella sosta contemplativa dove far esplodere il mio senso di libertà.
A scendere dalla vetta è stata tutta un'avventura, la parentesi di sole che si era aperta su di noi si stava chiudendo, il cielo tutt'intorno sempre più scuro, alla Sella dei Grilli si fa una pausa, si chiacchiera, si ride, si sogna, eravamo racchiusi tra le più belle montagne dell'Appennino.
Si stava bene, però bisognava ripartire, e sulla cresta verso il Cefalone prima di ributtarci su Campo Pericoli, quello che forse prima era un chissà, adesso era certezza. Eravamo dentro un'autentica bufera, la più bella della mia vita, gocce come proiettili, vento ed avventura; ma guardateli sti quattro, nel cuore
del Gran Sasso sotto una pioggia battente. Tutto il resto e' ritorno, dal melone di Marina al tedesco di Monaco di Baviera fermatosi gentilmente per scattarci una foto tutti insieme, che rimanesse una traccia di questi quattro matti che pur di raggiungere l'Intermesoli non si sono fermati davanti a niente.
Le mie intenzioni di rimanere a dormire a Campo Imperatore per poi fare qualcos'altro la mattina successiva cominciavano a vacillare, vuoi la stanchezza vuoi il desiderio che quella giornata rimanesse così come era stata.
Ho provato davvero emozione nel salutare questi amici d'avventura, e le emozioni dei grandi si sa, sono emozioni complicate ma spesso sono più facili da manifestare e condividere soprattutto con chi come
te, sa che dentro la propria persona c'è ancora tanto ma tanto da dare. Quest'oggi ho visto un Doriano diverso ma sempre quel grande amico che sa essere, un grazie a lui per essere sempre presente nelle giornate che contano ed un grazie a Marina e Giulia, grazie per avermi regalato le belle persone che siete.

...e torna il sereno , proprio come ha detto Giulia. A presto.

 

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