Monte Fontecellese

Sui monti Carseolani, fuori dai sentieri frequentati e al cospetto di faggi secolari.

Una solitaria e intima passeggiata la cui attrattiva più importante, una volta superata la boscaglia di bassa quota sono i grandi faggi che si incontrano una volta saliti di quota, veri patriarchi della natura, donano a questa dorsale il fascino della fiaba e dell'incanto.

Facile e remunerativa escursione di una mattinata per raggiungere una cima che in questa stagione rimane fuori dai percorsi più frequentati e forse proprio per questo in grado di trasmettere delle belle sensazioni di solitudine entrando in sintonia con gli ambienti che si attraversano. In alto poi si incontrano dei grandi faggi vetusti, patriarchi che vegliano sulla montagna da tempo immemore e che conferiscono un senso di incanto ai boschi di questa montagna. L’intero percorso (sentiero n.1 sulla carta dei Monti Carseolani) è ben segnalato, nota questa positiva con l’eccezione di alcuni segnavia verniciati su alberi secolari che avrebbero forse meritato più rispetto, e la traccia sul terreno è sempre ben visibile così che si procede senza esitazioni. Ci si avvia lungo una sterrata dai margini dell’abitato di Villa Romana in corrispondenza di un crocefisso ed un’edicola sacra; superate le ultime case si imbocca sulla sinistra un largo sentiero (segnavia all’inizio) che sale con pendenza costante e mai eccessiva tagliando le curve della sterrata fino a ricongiungersi a quest’ultima in corrispondenza di un grande fontanile. Si percorre quindi per un brevissimo tratto la strada che si abbandona per prendere il sentiero sulla destra in corrispondenza di un cartello che indica appunto la via per il Fontecellese. Il sentiero si snoda nella fitta e bassa boscaglia si prende quota con numerose svolte sino ad uscire su una prima radura con la visuale che si apre verso la piana di Carsoli e sullo sfondo il Monte Cervia ed il Navegna; rientrati nel bosco, che ora è di faggi, si incontrano alcuni primi alberi secolari di grande interesse che costituiscono l’attrattiva principale di questa escursione: si avanza così, immersi nel silenzio, per un tratto in piano ammirando alcuni giganti che danno all’ambiente un tono solenne. Al limitare del bosco il sentiero valica il crinale in corrispondenza di una selletta e ci si porta sul versante opposto dopo di che, con un lungo e panoramico traverso, si raggiunge l’avvallamento dov’è situato il fontanile di Fontecellese; superato il fontanile si raggiunge un’altra sella da cui la vista si apre verso il sottostante pianoro di Camposecco sovrastato dal lungo e boscoso crinale della Serrasecca mente in lontananza si nota la prosecuzione della dorsale che ci apprestiamo a salire e che termina nella cima del Monte Midia. Dalla sella si lascia la traccia di sentiero che prosegue nei prati a mezza costa e seguendo i segnavia si inizia a salire il brullo versante meridionale del Fontecellese su terreno aspro e costellato di rocce per arrivare in breve sulla piccola radura che ospita la cima; si tratta in realtà di un rilievo appena accennato sulla linea della cresta dove sono una colonnetta di confine e una stele commemorativa. Anche se la quota del monte Fontecellese non è delle più elevate la vista che si ha verso un ampio quadrante di montagne laziali ed abruzzesi è di sicuro interesse ed è l’occasione per una meritata sosta di contemplazione. Per il ritorno, invece di scendere a riprendere il sentiero, conviene piuttosto girovagare percorrendo la dorsale che si sviluppa ad ovest della cima mantenendosi così per un buon tratto più in alto attraverso rilievi e doline, sempre costeggiando la lunga teoria di alberi che riveste il versante settentrionale della montagna occupandone la linea della cresta. Rimanendo a cavallo della dorsale si oltrepassa la vallata che più in basso ospita il fontanile Fontecellese e si prosegue con delle belle viste all’intorno calandosi infine gradatamente verso il sentiero.

Leggi Tutto

Serrasecca e cima Vallevona

Serrasecca è una dorsale molto panoramica spartiacque tra i Simbruini ed i Carseolani, si eleva dalla piana di Carsoli e raggiunge la massima quota nella Cima di Vallevona. Escursione lunga, facile, piacevole, si alternano boschi e ampie radure e valli prative. Non mancano scorci verso i Simbruini e poi, su buona parte delle montagne d’Abruzzo.

Toppe Vurgo e Serra Sparvera

Una proposta per andare a conoscere il complesso di vallate e cime tondeggianti che sono nel mezzo tra la valle che sale da Scanno fin a Passo Godi ed il Piano delle Cinque Miglia: sono territori dall’orografia mutevole, molto panoramici. Una escursione dal discreto sviluppo chilometrico e particolarmente interessante.

Monte Calvo dei Simbruini

La singolare croce di vetta, un traliccio di una decina di metri, insolita croce di Lorena a due bracci; svetta isolata sulla larga e piatta cima. Dalla cupola dei boschi ad Est sporge appena la doppia cima del Tarino, più a Sud si distinguono i profili del Viglio e meno precisi quelli degli Ernici …la valle dell’Aniene e i Rufi ad Est …