Il Costone

Giro ad anello intorno alla piana del Puzzillo.

Dalla miniera di Bauxite siamo saliti fuori sentiero alla Cimata del Puzzillo fino al rifugio Sebastiani; saliti in vetta al Costone l'anello è continuato sopra e attorno a quel monumento che è la parete nord della montagna. Aggirato il Costone siamo scesi, prima del Morretano, all'interno della grande piana del Puzzillo fino a chiudere l'escursione. Semplicemente da non perdere.

L’ultima escursione è sempre la più bella ma non credo di esagerare se dico che quella di oggi, da queste parti, è tra le più entusiasmanti che si possano fare avendo una giornata a disposizione; siamo sulle montagne del Velino, è un gruppo dove è possibile pensare un numero infinito di concatenamenti e anelli, dove le creste o le valli permettono passaggi di versante, dove una volta in quota i panorami si allungano su mezzo Appennino. La prima parte del percorso prevede un avvicinamento ed una salita fuori sentiero per tracce ed il più delle volte sarà all’insegna della decisione del momento, parcheggiamo l’auto un chilometro prima della vecchia miniera di bauxite quasi all’imbocco della valle del Puzzillo, arrivati a Campo Felice si gira a destra dopo la rotatoria, mezzo chilometro dopo la casetta del caseificio di Lucoli e prima del rifugio Alantino si stacca sulla sinistra una sterrata molto evidente, si può percorrere con la macchina, in qualche tratto è sconnessa ma con cautela si riesce a percorrerla tutta fino alla miniera nelle cui vicinanze c’è anche un ampio spiazzo utilizzabile come parcheggio. Non siamo arrivati alla miniera, ci siamo fermati un chilometro prima circa, proprio in coincidenza dell’inizio dell’evidente dorsale boscosa che si stacca sulla sinistra. Sarebbe possibile anche attaccare la salita in prossimità del parcheggio della miniera ma c’è da mettere in preventivo una piccola pettata. La dorsale sale con sconcertante e piacevole lentezza, qualche traccia palese segno che comunque anche in assenza di sentiero è molto frequentata e si snoda tra la boscaglia rada e frequenti slarghi erbosi; salendo il bosco diventa faggeta importante, si alza la pendenza ma la conformità del sottobosco permette sempre di attenuare le linee di salita tanto che si rimane sempre dentro un regime di piacevole passeggiata, ci si tiene presso che sul bordo destro della dorsale con affacci frequenti sul Puzzillo e sulla sua piana fino al Costone, solo quando ci si avvicina alla Cimata di Pezza conviene spostarsi sulla sinistra dove il bosco è più alto e rimane rado, continuando sul ciglio della dorsale si rischia di infrattarsi in maniera clamorosa. La faggeta termina poco più di cento metri sotto la linea della Cimata di Pezza, è il tratto di maggiore pendenza ma dura poco e subito si dimentica quando si esce in cresta e si spalancano davanti quasi tutte le montagne del Velino; usciamo in cresta a quota 2073m. (+2,15 ore) e il giro in quota di oggi l’abbiamo tutto davanti, immagine suggestiva di un comprensorio davvero bello. Un mare di fioriture ci accompagna lungo la dorsale che aggira la testa della piana di Pezza, si salgono e scendono le svariate cime che compongono la Cimata, l’ambiente è entusiasmante, le piane intorno, quella di Campo Felice, quella di Pezza e quella del Puzzillo, ghiaioni ovunque, creste che non finiscono mail, quella del Colle delle Trincere li sotto che sale a Punta Trento, davvero superba; le più alte montagne, dalla piramide del Velino che svetta su tutte al muro del Costone austero e imponente, panorami davvero unici stupendi. Incontriamo un’altra coppia nella nostra stessa direzione, nelle chiacchiere di rito ci dicono che per loro era la prima volta e che non si aspettavano tanta bellezza, gli volevo rispondere che non era un caso se non conto più le volte che ci siamo saliti e quante volte per un verso e per l’altro abbiamo percorso questa cresta, ma mi sono trattenuto pensando di far passare il mio entusiasmo per spavalderia.

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Cascata dimenticata

Il fosso si attraversa subito all’inizio, dopo la lama di roccia che scende dal Pizzo, una traccia sulla sponda destra permette di risalirlo senza difficoltà nonostante la vegetazione sia disordinata e a tratti intricata; si risale per circa trecento metri quando a sinistra si apre una piccola ansa e all’improvviso ci si accorge della cascata.

Cento fonti

C’è un posto nei Monti della Laga che non si può proprio mancare di visitare almeno una volta nella stagione in cui le nevi si sono ritirate alimentando innumerevoli corsi d’acqua: è la Valle delle Cento Fonti sopra al paese di Cesacastina, meta di una tanto facile quanto gratificante escursione.

Monte Pollino

Superbo l’affaccio ad Est sui piani del Pollino e sulle due Serre di Crispo e delle Ciavole, un autentico quadro vecchio stile impressionista della fine ‘800. Rimaniamo in vetta mezz’ora, poco sotto la cima per ripararci dal vento, non serviva parlare, era tutto bello, comprese le ombre delle nuvole che regalavano mutevolezza e colori diversi.